Grande è l’emozione che si prova nella conquista di una vetta, ma c’è un’emozione paragonabile che prova nel contemplare la parete delle pareti, ovvero il versante Ovest del gruppo del Civetta. Se avete mai percorso la strada che da Passo Falzarego scende ad Alleghe in una limpida serata di inizio estate, quando i raggi del crepuscolo illuminano questa parete quasi come un faro puntato sulla scena e la fanno brillare esaltando la bianchezza dolomitica con le tinte infuocate del tramonto, allora sapete di cosa sto parlando. Questa parete si eleva per oltre mille metri di altezza e quattro chilometri di lunghezza, rappresentando una singolarità nel contesto dolomitico. Un punto di osservazione privilegiato della parete è sicuramente il rifugio Tissi, ed è questa l’essenza dell’escursione che qui descrivo.
Avvicinamento
L’avvio dell’Autunno quest’anno è all’insegna del bel tempo, e quindi la stagione delle escursioni si è allungata oltre la fine dell’estate. Anche se il primo mattino è freddo (quando parcheggio l’auto il termometro indica 3 gradi centigradi) e bisogna partire ben vestiti, il sole e la fatica della salita riscaldano subito il clima. Lascio l’auto nell’ampio parcheggio dei Piani di Pezzè, adorabile luogo di sosta poco sopra l’abitato di Alleghe.
Inizia la salita

L’avvio è in salita sul 564 sentiero che presto si raccorda con una stradina forestale parzialmente asfaltata con conduce ad un pianoro in prossimità di Malga Pioda, dove si interseca il sentiero che sale da Passo Staulanza sul versante Zoldano.

Lasciata la comoda stradina ora il sentiero è decisamente più impegnativo e richiede una discreta fatica, ampiamente compensata dalla maestosa vista del vicino monte Pelmo. Il sentiero sale sui versanti della Cima Coldai, aggirandola ad Est. Mi tengo sul sentiero 556 che sale fino al rifugio Sonnino e quindi a forcella Coldai, quota 2190 metri.

Il Lago Coldai

Raggiunta la forcella, come sempre sferzata dal vento si apre la conca glaciale del Lago Coldai, scarseggiante di acqua data la stagione ma sempre affascinante; punto ideale per una sosta data la necessità di recuperare le forze con una sostanziosa merenda. La forcella separa Cima Coldai dal massiccio vero e proprio del Civetta

Sotto la parete

Costeggiato il lago avanzoo alla sua sinistra seguendo le indicazioni per il sentiero 560. Dalla quota 2.200 del lago ora proseguo in leggera discesa, il sentiero è privo di difficoltà ma un cartello indica di non proseguire sull’antico tracciato a causa di possibili cadute di massi dall’alto. Tengo quindi la destra al bivio che mi trasferisce (penso) sul sentiero 565 che scende nel vallone evitando il tratto pericoloso e si ricongiunge più avanti con il sentiero 560. Un’indicazione mi ricorda che mi trovo sul percorso dell’alta via numero 1, nella tappa che da Palafavera porta al Rifugio Vazzoler.



Trascorsa una mezz’ora di cammino, dopo aver aggirato alcuni roccioni si apre uno scorcio sulla vallata sottostante con il Lago di Alleghe che fa bella mostra di sè. Da lontano si vedono le sagome della Marmolada, del Padon, e l’imponente massiccio del Sella.

Continuo a percorrere l’ampia valle detritica fino al bivio dove lascio l’Alta Via per deviare a destra in direzione del Rifugio Tissi. Ultima fatica, ma in alto la sagoma del rifugio mi dice che ormai ci sono.
Il Rifugio Tissi

I Rifugio Tissi è un osservatorio privilegiato sulla Parete. Arroccato sulla Cima di Col Rean consente di ammirare questa stupenda muraglia rocciosa.

Conclusioni
La via del ritorno ripassa il tracciato dell’andata, il sole inizia a calare e getta sul sentiero le lunghe ombre dell’autunno, anche la temperatura si abbassa rapidamente, quindi bisogna affrettarsi a ridiscendere a valle. Di questa giornata ricorderò il silenzio, le tonalità bruciate dei colori autunnali, la natura prossima al riposo, i rifugi chiusi e preparati per le nevicate invernali. La camminata è stata lunga, circa 7 ore con qualche breve pausa, ma la fatica ampiamente ripagata dalla soddisfazione per questa superclassica sulle pendici del Civetta.
